6 punti fondamentali per preparare un file di stampa

Se stai cercando come preparare un file di stampa, in questo articolo trovi i punti fondamentali da seguire:

Di quanti aspetti dobbiamo tenere conto per evitare errori nell’elaborazione di un file PDF per la stampa?

Esistono molti accorgimenti importanti che il reparto di grafica dovrà tenere in considerazione per ottimizzare al meglio i files esecutivi che passeranno al reparto di stampa e per far sì che lo stampato finale sia il più fedele possibile al documento progettato.
Se salvato nella maniera corretta, il file in formato PDF verrà stampato senza alcun problema!


Leggi i 6 punti principali da seguire per semplificare il lavoro nella preparazione del file di stampa e ottenere un ottimo prodotto finito:


1 – Creazione del file di stampa: Margini e abbondanze

Nella costruzione di un documento bisogna tener conto degli spazi entro i quali gestire gli elementi grafici.

IL FORMATO FINITO (o margine di taglio): corrisponde al formato finale che si ha scelto di stampare, delimitato dall’inserimento in fase di stampa dei segni di taglio o crocini.
All’interno del formato finito troviamo il MARGINE DI SICUREZZA: questo margine corrisponde al limite massimo nel quale i testi (o elementi che è bene non tagliare) devono rientrare.

L’ABBONDANZA è un margine esterno al formato finito e solitamente corrisponde a 3/5 mm per lato (ma questo dato varia anche in base al supporto su cui si vuole stampare).
Solitamente questo spazio serve per contenere la continuazione del fondo. Tutto ciò che si trova in quest’area verrà tagliato al momento del rifilo evitando però che compaia il bianco del supporto cartaceo.

2 – Creazione del file di stampa: Immagini

Innanzitutto le immagini dovranno essere di alta risoluzione, evitando di scaricarle dai vari motori di ricerca, perché come prima cosa la maggior parte sono tutelate da copyright e molto spesso hanno una risoluzione non adeguata alla stampa.

È bene utilizzare immagini prese da siti di foto stock gratuiti come Pexels o a pagamento come Adobe Stock, oppure immagini scattate con la competenza di un fotografo professionista.
Un altro aspetto da controllare è quello di utilizzare tutte le immagini in CMYK e non in RGB, evitando così come già detto un risultato cromatico diverso in fase di stampa.

Ricordati che non tutto quello che si vede sul monitor sarà poi il risultato finale in stampa. Un buon consiglio è quello di verificare i pdf in Acrobat utilizzando anteprima output, in modo da poter verificare eventuali errori e sovrapposizioni di colori e oggetti.

3 – Creazione del file di stampa: Colori

Partendo dal progetto è bene iniziare creando un documento con spazio colore CMYK, la cosiddetta quadricromia, questo perché non tutti i colori RGB hanno una corrispondenza con quelli in CMYK e in fase di stampa ci si può trovare davanti dei colori completamente diversi da quelli su cui si aveva costruito la grafica.

Mentre per ottenere dei determinati tipi di colore, usati in sostituzione o in aggiunta, si possono utilizzare le TINTE PIATTE: hanno una maggiore intensità e alla stampa verrà applicato un inchiostro speciale, risultato di una specifica ricetta solitamente seguendo le guide ufficiali del sistema Pantone o, in casi particolari, colori con ricette specifiche per il cliente.

4 – Creazione del file di stampa: Profili colore

Una particolare attenzione per ottenere stampe perfette, è da riservare ai profili colore, da scegliere in base alla tipologia di carta su cui si andrà a stampare.

Solitamente si lavora sul profilo colore Coated Fogra 39 per la carta patinata lucida, senza legno e per la patinata opaca.

5 –  Creazione del file di stampa: Nero

Si tende a definire il nero quello dato dalla composizione CMYK 0, 0, 0, 100 ossia il 100% di inchiostro nero.
Questa “ricetta” di nero è regola utilizzarla per i testi, le tracce e le linee mentre per i fondi o le forme piene è bene utilizzare il cosiddetto nero ricco quello dato dalla composizione CMYK 40, 30, 30, 100 in modo da avere un risultato di nero “profondo” e coprente.

6 – Creazione del file di stampa: Font

Quando convertire i testi in tracciati? A meno che si tratti di testi di grandi dimensioni, solitamente è meglio non convertire i fonts in tracciati.

Un tempo si utilizzava questo metodo per un fattore di compatibilità, ma oggi è molto più difficile riscontrare questo tipo di problema.


Queste sono le accortezze generali di base, alle quali ne andranno aggiunte altre da adottare anche a seconda del tipo di materiale da stampare.

Le variabili sono molte ma in generale questi sono i primi aspetti che dobbiamo tenere in considerazione!